La formazione sulla salute e sicurezza alla luce degli accordi ststo-regioni

La prossima circolare esplicativa per l’art. 73 comma 5 del Testo Unico in anteprima al convegno di Pescara organizzato da F.I.R.A.S. – S.P.P.

Grande afflusso e sala gremita lunedì scorso a Pescara negli avanguardistici locali della sala training del FATER.

Ed è proprio in tale contesto che è giunta in anteprima la notizia della prossima circolare esplicativa dell’art. 73 comma 5 del Testo Unico, che disciplina proprio la formazione oggetto del convegno.

 

Alla presenza di circa 150 “addetti ai lavori”, il seminario – organizzato da F.I.R.A.S. – S.P.P. e da A.I.A.S., Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza – ha visto il susseguirsi degli interventi istituzionali e tecnici in merito agli Accordi Stato-Regioni del 21 Dicembre 2011 sull’articolato tema della formazione su salute, sicurezza e politiche sociali.

Introdotto e moderato dal dott. Corrado Palestini, coordinatore provinciale A.I.A.S. di Pescara, nonché HSE di FATER, i lavori si sono aperti con l’intervento dell’ing. Giancarlo Bianchi, presidente di A.I.A.S. che ha diffusamente trattato l’argomento ambiente e innovazione di processo, riferendosi all’evoluzione dell’ “OS&HI Prevention and Protection” con excursus tecnici molto dettagliati riguardo alle strategie dell’educazione continua, allo sviluppo della leadership e della cultura per la sicurezza. Grande rilevanza è stata data alla cosiddetta “gestione del fattore umano”, ovvero all’insieme di comportamenti che fanno la differenza. OHSAS, infatti, agisce sui rischi oggettivi, ma non si possono sottovalutare anche le condotte derivanti da una cultura intesa come comportamento quotidiano delle persone in azienda. In Italia, infatti, si spendono circa 45miliardi di € all’anno per motivi legati alla mancata prevenzione.

Bianchi, come presidente dell’A.I.A.S., sottolinea la necessità di dare espressamente e ufficialmente valore all’attività informativa informale e, coerentemente con questa posizione, ha contribuito direttamente alla legge n. 4 del 2013, entrata in vigore proprio in questi giorni.

 

L’intervento del presidente di E.B.A.Fo.S. ing. h.c. Anthony Vitali sulla formazione e sulla necessità che gli enti

bilaterali supportino concretamente le aziende, è stato funzionale a quello, subito successivo, dell’avv. Lorenzo Fantini, dirigente del Ministero del Lavoro responsabile della promozione salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e coordinatore della commissione consultiva.

Con grande professionalità e competenze estremamente approfondite, Fantini, infatti, non solo illustra lo status quo normativo italiano, ma – supportato da dati e numeri – sottolinea anche come Italia e Lituania siano le uniche due nazioni europee a non avere ancora, di fatto, una strategia nazionale unitaria. Da questo punto di vista, Gli “Accordi Stato-Regioni” devono fungere necessariamente da prodromi e base di sviluppo. Esemplificativo in questo senso il triste dato proveniente dal settore, peraltro importantissimo, dei 3000 lavoratori in ambito pirotecnico: le morti sul lavoro registrate all’interno di questa categoria sono il 100% in più rispetto ad ogni altra categoria di lavoratori.

“Gli indici infortunistici – continua Fantini – ci dicono chiaramente che il senso civico generale in Italia è molto arretrato rispetto, ad esempio, alla situazione diametralmente opposta dei paesi scandinavi”.

Con tali premesse è chiaro che la formazione non possa e non debba essere solo un business (peraltro molto diffuso in Italia), ma al contrario debba aderire ad un sistema di certificazioni che ne garantiscano la reale qualità rispetto alla valutazione dei rischi già contenuta nella legge 626.

 

La qualificazione dei soggetti formatori è, in questo senso, fondamentale e il dirigente del Ministero coglie l’occasione per un’anteprima di grande importanza. Sta infatti per entrare in vigore la circolare esplicativa relativa all’art. 73, comma 5 del Testo Unico in cui vengono finalmente chiariti alcuni importanti aspetti relativi all’attrezzatura di lavoro e alle specifiche abilitazioni degli operatori, ovvero il riconoscimento dei soggetti formatori con l’individuazione dei requisiti minimi di validità della formazione. Ricordando che la formazione è obbligatoria, l’accento viene in particolare posto sulla differenza sostanziale tra “soggetto formatore” e “docente”. Se, infatti, praticamente chiunque può essere “soggetto formatore”, per essere docente è invece necessario dimostrare una esperienza professionale di almeno 3 anni nel settore della sicurezza. In questo senso l’attività dell’ente bilaterale, come organismo paritetico, deve essere direttamente coinvolto nell’attività formativa e non – sottolinea Fantini – limitarsi ad apporre un bollino che renda un corso ufficiale”.

L’intervento di Fantini, seguito con grande attenzione, termina con una lunga e preziosa sessione di domande e risposte che hanno ben introdotto l’intervento istituzionale del P.M dott. Raffaele Guariniello. Noto al grande pubblico per gli atti giudiziari relativi all’incidente della ThyssenKrupp e per essere una personalità di primo piano in tema di sicurezza sul lavoro, Guariniello – fascicoli alla mano – conduce la platea in un viaggio tutto italiano, disseminato di incidenti che si potrebbero evitare e di fatto sono evitati nei paesi europei dove più alto è il senso civico e l’attenzione dedicata alla formazione rispetto ai rischi professionali cui ci si espone. Interessante l’esempio della responsabilità penale del datore di lavoro in caso di incidente legato al lavoratore con tasso alcolico superiore al limite permesso. In particolare nel settore dell’edilizia ci sono rischi diversi a seconda delle tipologie di lavori. Rischi differenti che, quindi, non possono e non devono assolutamente essere omologati in corsi di formazione approssimativi e improvvisati, visti più come un obbligo che come un’opportunità. Le attività formative, cui anche Guariniello in presenza di E.B.A.Fo.S. dà grande risalto, devono quindi necessariamente relazionarsi col sistema di gestione della sicurezza OHSAS 18001:2007.

 

Conclude la giornata di studi il dott. A. Caponetti, dirigente esperto in incidenti sul lavoro per la A.S.L. di Pescara, che con il suo intervento ribadisce anche in fase di chiusura lavori la caratteristica di pragmatismo e utilità che ha contraddistinto tutto il seminario.

 

Pur non avendo potuto partecipare per motivi di salute, la dott.ssa Vivietta Bellagamba, Segretario Generale di F.I.R.A.S. – S.P.P., ha voluto mandare parole di saluto ai presenti. Il messaggio è stato letto dal coordinatore regionale E.B.A.Fo.S. Marco Belfiglio, che ha anche supervisionato tutta l’organizzazione dell’evento.